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Gas e petrolio: a brave new world?

Gas e petrolio: a brave new world?
04/12/18

Politiche divergenti e un’economia ancora dipendente dalle fonti energetiche fossili dissuadono le compagnie dal proposito di abbandonare petrolio, gas e carbone. Ma il cambiamento climatico rende sempre più urgente il cambio di paradigma. E l’attività di engagement può fare la differenza.

All’incirca quattro secoli fa, un noto personaggio shakespeariano per la prima volta monologava in scena così: “Essere o non essere, questo è il dilemma: se sia più nobile per la mente subire i colpi dell’oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di dubbi, opporsi a loro e sconfiggerli”. La rivoluzione industriale e il correlato massiccio utilizzo di fonti di energia fossile, con tutti gli importanti effetti sul clima annessi e connessi, erano ancora lontani. Oggi, invece, questo tema è estremamente presente e pone i policy maker, le grandi aziende e gli investitori di fronte a un nuovo amletico dubbio: è più nobile per l’attività umana subire i colpi del cambiamento climatico o prendere le armi contro i fenomeni che lo provocano, opporsi a loro e sconfiggerli?

Attività umane e cambiamento climatico

“Cambiamento climatico” – o “riscaldamento globale”, che in sostanza è la stessa cosa – è l’espressione che indica l’innalzamento della temperatura terrestre, al quale contribuiscono in modo massiccio le emissioni di gas serra legate all’attività umana: diossido di carbonio, metano e ossido nitroso. Il Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), che raccoglie 1.300 esperti scientifici indipendenti da tutto il mondo sotto l’egida delle Nazioni Unite, è giunto alla conclusione che con una probabilità del 95% sono state proprio le attività umane a “riscaldare” il pianeta negli ultimi 50 anni: sul banco degli imputati la deforestazione, i trasporti, lo sfruttamento del suolo e l’uso dei combustibili fossili.

Il ruolo del settore Oil&Gas

Concentriamoci sui combustibili fossili. Il non plus ultra, ovviamente, sarebbe a questo punto lasciarsi alle spalle tali fonti di energia e intraprendere convintamente la strada delle rinnovabili: quindi idrico, eolico e solare. Ma bisogna essere realistici: i politici hanno visioni e interessi anche molto divergenti sul punto (gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, sono addirittura usciti dall’accordo di Parigi del 2015, che si era concluso con l’impegno a mantenere l’aumento della temperatura terrestre entro i 2 gradi centigradi rispetto all’epoca preindustriale); gli attori economici – famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni – hanno bisogno di elettricità, carburante e riscaldamento oggi, e le fonti che possono garantirli con certezza al momento sono appunto quelle fossili; le compagnie energetiche si muovono dentro questa situazione, che le porta a rinviare il disinvestimento da petrolio e gas. Tuttavia, la transizione verso un mondo a basse emissioni presto o tardi dovrà avvenire. E un ruolo decisivo possono giocarlo gli investitori come NN IP, con attività di engagement mirate.

L’analisi di NN Investment Partners

NN IP è esposta ai rischi connessi al cambiamento climatico attraverso i suoi investimenti nel settore Oil&Gas. Investire in questo comparto non vuol dire non credere nelle rinnovabili, ma prendere atto che la transizione richiederà tempo e impegnarsi nel frattempo a ridurre l’impatto sul clima delle attività delle società del settore. A questo riguardo, NN IP ha analizzato diverse aziende Oil&Gas proprio per mettere a fuoco i rischi che si assume in quanto investitore.

L’analisi ha riguardato 49 società.

Da questa analisi, è emerso come i rischi climatici incombano su tutte le categorie, anche se in modi diversi.

L’approccio al cambiamento climatico

In conclusione, per quanto riguarda l’approccio ai rischi legati al clima, il settore Oil&Gas può essere sostanzialmente diviso in due gruppi.

Un ruolo nell’accelerare la transizione potrebbero averlo la tecnologia, la regolamentazione e le scelte di consumo (per esempio, un crescente orientamento degli acquisti verso le auto elettriche). Mentre il mondo assiste a timidi ma incoraggianti sviluppi su tutti questi fronti – auspicando soprattutto un calo sempre più incisivo della dipendenza di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni dai combustibili fossili – un investitore come NN IP mira a favorire il mutamento di paradigma attraverso l’attività di engagement.

L’engagement nel settore Oil&Gas

Quanto al terzo punto, relativo alla trasparenza e alla disclosure, NN IP raccomanda alle aziende di fare un resoconto delle emissioni relative agli ambiti 1, 2 e 3 e sviluppare obiettivi di miglioramento su tutti e tre i livelli. Vediamo di cosa si tratta.

In conclusione, NN IP prende molto sul serio i rischi legati al cambiamento climatico nel settore del petrolio e del gas: la sfida attuale è dare slancio alla trasformazione del settore aumentando la velocità di questo processo. Attraverso, appunto, l’engagement.

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